17 Jun, 19
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Category: Regolamentazioni e leggi

Leggi in Italia sull’allattamento

In Italia esistono tutta una serie di leggi volte a garantire alle neo mamme il diritto di allattare i propri bambini.

Una volta tornate a lavorare, dopo la sospensione per maternità, infatti, le donne hanno il diritto di continuare ad 

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allattare il proprio bambino per un anno, prendendo un’ora al giorno di riposo se la giornata lavorativa è di durata inferiore alle 6 ore, due ore se superiore.

Il congedo spetta anche ai genitori adottivi entro un anno dall’ingresso del minore in famiglia.

In caso di nascita di gemelli, oppure di adozione di più di un bambino, le ore di riposo raddoppiano.

Le due ore di riposo devono essere suddivise in due momenti da un’ora ciascuno, in modo che la madre possa tornare a casa ed occuparsi del bambino.

Volendo le ore possono essere date anche al padre, ma solo qualora la madre avesse deciso di non avvalersene oppure fosse impossibilitata per grave malattia a far fronte alle necessità del bambino.

In caso di più ore per parti gemellari o adozioni di più bambini si può anche decidere di ripartire le ore di congedo tra la madre e il padre

Per decidere la ripartizione oraria dei permessi ci si deve accordare con il datore di lavoro, il quale deve tener conto che le ore di congedo sono stabilite per legge alfine di garantire la miglior cura possibile dell’infante, e dovrà quindi trovare un giusto compromesso tra le necessità lavorative e quelle del bambino. Qualora non si arrivi ad un accordo tra mamma e datore di lavoro si dovrà ricorrere all’ispettorato del Lavoro.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

World-Health-Organization

 

L’importanza dell’allattamento materno al seno è diventata ormai così evidente, grazie ai numerosi studi che ne suffragano gli effetti benefici sia sulla madre che sul bambino, che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF hanno voluto stressarne il valore promulgando una serie di raccomandazioni a riguardo.

 

 Raccomandazioni OMS/UNICEF:

  •  L’allattamento deve essere iniziato entro un’ora dalla nascita;
  •  Fino ai 6 mesi d’età il nutrimento del bambino si deve basare sull’allattamento esclusivo;
  •  Tra i 4 e i 6 mesi si può integrare con alimenti complementari solo se il bambino ha fame e non cresce;
  •  Dai 6 mesi di età tutti i bambini necessitano dell’integrazione con alimenti     complementari;
  •  L’allattamento complementare va continuato fino a 2 anni.

 

Nel 1992, inoltre, OMS e UNICEF hanno stabilito una serie di norme che consentano agli ospedali di essere definiti “ospedali amici dei bambini”, un’etichetta che garantisce la capacità di quell’ospedale di prendersi cura del neonato nel migliore dei modi. In particolar modo queste strutture devono garantire di non accettare latti artificiali a buon mercato, devono informare ogni puerpera dei vantaggi dell’allattamento al seno, favorire un precoce attaccamento del bambino subito dopo il parto ed essere in grado di sostenere e incentivare la madre in queste prime fasi più difficili.

In uno dei prossimi articoli parleremo della legislazione italiana in merito all’allattamento al seno. Cercatelo nella categoria : Regolamentazioni e leggi.